Congresso mondiale di ortopedia: Roma ospiterà la 37 edizione
Roma, dopo 80 anni, torna ad ospitare il congresso mondiale di ortopedia organizzato dalla Società internazionale di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica (Sicot). Giunto alla 37esima edizione, l’appuntamento si terrà nella Capitale dall’8 al 10 settembre presso il Rome Marriott Park Hotel (in via Colonnello Tommaso Masala 54). Pensato a livello mondiale per favorire quanto più possibile lo scambio di esperienze e conoscenze, il congresso sarà ampiamente divulgativo e punterà a coprire tutto lo scibile dell’ortopedia e delle sue specialità: dalla chirurgia del piede ai tumori, dal rachide alle protesi, fino all’ortopedia pediatrica e alla biologia.
Nata come Sico nel 1929 a Parigi, la Società internazionale di Chirurgia Ortopedica, nel 1936, per volontà del professor Vittorio Putti, tra i padri fondatori, diventa Sicot, aggiungendo la ‘T’ di Traumatologia (ad indicare un qualcosa che stava assumendo un ruolo sempre maggiore nella disciplina). In quello stesso anno il Congresso viene tenuto a Roma e Bologna per la prima e l’ultima volta. Attualmente la Società vanta oltre 30mila iscritti.
Grande lo spazio riservato, nel corso del congresso mondiale di ortopedia, alla traumatologia. Su circa tremila lavori calendarizzati, 500 riguarderanno il trauma e verranno svolti con un programma unico di tre giorni preceduto da un corso sul Management del politrauma, previsto il giorno prima dell’inaugurazione, durante l’Educational day dedicato alla formazione dei più giovani. Contemporaneamente, le 13 sale coinvolte andranno avanti con argomenti e lavori tematici. “In tutto – spiegano dalla Sicot- sono 3030 le relazioni inviate per il Congresso, ciascuna con una diversa specialità e che, insieme alle presentazioni orali, verranno sottoposte all’attenzione dei partecipanti”. Notevole e importante è la presenza dell’Italia, con oltre 200 interventi su un totale di oltre 3mila. Dato che pone il nostro Paese al 4° posto tra i 97 che parteciperanno, preceduta solo da India, Regno Unito e Giappone.
“Il mio obiettivo- spiega il presidente del Congresso, il professor Francesco Falez, che lavora a Roma come direttore della Uoc di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia e responsabile del Trauma Center e dell’Ortopedia del Rome American Hospital- era ridare alla nostra ortopedia l’importanza che merita. Mi sono impegnato in prima persona affinché il nostro Paese tornasse ad ospitare il Congresso. Vedere realizzato questo traguardo significa per me aver ricevuto il giusto riconoscimento al contributo che l’Italia ha dato nel tempo all’ortopedia. Aver vinto su Valencia, Bruxelles e Città del Capo, le altre città candidate, è, per me, motivo di orgoglio.” Specializzato nella protesi d’anca, il professor Falez terrà diversi interventi e parlerà del ruolo dell’Italia rispetto alla chirurgia protesica dell’anca. Come spiega il medico, infatti, il nostro Paese “a tutt’oggi, insieme agli inglesi, ha dato il contributo maggiore in termini di strumenti innovativi utilizzati da noi e all’estero per la chirurgia protesica dell’anca”.
6 settembre 2016